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Lettera alla Provincia SS. Annunziata in occasione del decennale della sua costituzione (2000-2010)


 

Prot. 481/2010

 

A tutti i fratelli della Provincia
Loro sede

 

Ave † Maria!

 

Carissimi fratelli,

l'anno 2000 oltre che essere stato l'anno giubilare celebrativo per tutta la Chiesa, ha segnato per la nostra attuale Provincia un momento fondamentale; infatti, a firma dell'allora Priore generale fr. Hubert M. Moons, in data 19 aprile 2000, si decretava formalmente la costituzione della Provincia “SS. Annunziata”, che poi ebbe il suo inizio ufficiale il 13 novembre 2000 con il primo Capitolo provinciale elettivo.
Con questa mia lettera, desidero ripensare con voi alcuni aspetti che caratterizzano la nostra Provincia, come sguardo prospettico verso il futuro; sguardo di speranza, di fraternità, di amore vero ed autentico alla sequela del Signore Gesù.

1. ln nome di Maria
ll nome che i fratelli capitolari hanno deciso di dare alla nostra Provincia, "SS. Annunziata", dovrebbe essere un segno distintivo delle nostre comunità.
La Santissima Annunziata è il luogo privilegiato delle Origini del nostro Ordine, luogo in cui i nostri Sette Primi Padri hanno vissuto la loro amicizia fraterna, il loro servizio comune, il loro desiderio di essere insieme, per rispondere alla chiamata di Dio come "gruppo", come "famiglia", rivolgendo lo sguardo e la vita a "Nostra Donna", la Vergine Maria, nell'atto di una risposta unica e definitiva al Signore.

Se rileggiamo il passo dell'Annunciazione, ci rendiamo conto di come la Vergine Maria dialoghi con I'angelo - quale mediatore di Dio - al fine di comprendere il senso di una vita nuova, di una donazione totale, di una collaborazione autentica per la salvezza dell'umanità.
La Vergine Maria interroga, medita, conserva nel cuore, ed alla fine è Lei che deve dare la risposta definitiva, l'ultima parola di fronte alla quale rimane solo il silenzio rispettoso ed accogliente dell'angelo: "allora Maria disse: «Eccomi, sono la Serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da Lei" (Lc 1,38).
Lo stile della Vergine Maria nell'Annunciazione è stato e dovrà continuare ad essere lo stile che caratterizza le nostre comunità, in cui si devono privilegiare:

- il dialogo nella ricerca del bene comune;
- il silenzio per poter meditare con assiduità e comprendere le diversità che spesso sussistono fra noi non come opposizioni, bensì come esperienze personali diversificate per età, indole, formazione, che non dovrebbero però segnare tensioni o divisioni;
- il confronto e il rispetto dell'altro diverso da me, come momento di crescita del singolo e della comunità, sapendo rinunciare a qualche posizione personale in vista di una scelta comune;
- il conservare nel cuore gli eventi, le parole che ci sono spesso comunicate nella condivisione o nel segreto dell'amicizia come bene prezioso e non come elemento di conoscenza da diffondere.

In questo cammino decennale la persona di Santa Maria è stata realmente quella "Donna" che ci ha aiutato a guardare e a vivere, in un abbandono totale, le diversità delle nostre realtà che nel Suo Nome hanno vissuto una integrazione non verbale, non semplicemente giuridica, ma esistenziale e culturale.
Il vasto territorio della Provincia ci ha offerto l'opportunità di sentirci impegnati in una continua sfida, a partire dalle diversità culturali dei singoli luoghi in cui siamo inseriti: dalla Repubblica di S. Marino passando per la Sicilia giungendo al territorio dell'Africa (Swaziland e Sud Africa), toccando il cuore della Provincia e dell'Ordine a Firenze.
Questa sfida è divenuta anche ricchezza laddove abbiamo saputo integrare - talvolta con non poche difficoltà - le realtà provinciali guardando invece al valore dell'unità che ha portato la nostra Provincia a costruire la fraternità autentica.

2. Uno sguardo di verità
La tentazione in cui potremmo incappare - nel ricordare dieci anni di cammino insieme - è quella di dimenticare le gioie e i dolori, le speranze e le delusioni circa tante aspettative.
Diverse erano le voci che si alzavano per l'unificazione o per continuare la collaborazione nella divisione giuridica, mostrando paura, come se si perdesse una identità, una libertà.
Per certi aspetti possiamo ancora pensare a questo, ma non dobbiamo dimenticare il tanto bene che il confronto e il lavoro insieme - proprio perché uniti - ha apportato a ciascuno di noi singolarmente e alle nostre comunità.
Se da un lato si sente la fatica di una realtà cosi vasta, che in alcuni fratelli fa guardare ancora, quasi con rimpianto, alle autonomie, dall'altra non possiamo dimenticare l'opportunità che abbiamo di vivere la nostra consacrazione in ambienti diversi, in uno spazio vasto, in cui siamo chiamati a metterci in gioco in un vero servizio.
Forse sentiamo ancora - su alcuni fronti - la difficoltà ad una vera mobilità fraterna, offrendoci l'opportunità di un vero interscambio all'interno della Provincia. A fronte di questo, possiamo anche constatare invece la libertà di alcuni fratelli ad offrire il servizio su tutto il territorio provinciale.
In questo tempo di comunione, ci siamo affinati nel rispetto e nell'accoglienza reciproca, quasi dovessimo percorrere ancora le tappe della formazione iniziale in cui si impara a liberarsi dall’autocentrismo, dai propri attaccamenti, dai propri egoismi, dalle proprie autonomie libere di camminare ovunque, per riconoscere che:
il vivere insieme è positivo laddove si condivide;
il vivere insieme è costruttivo quando sappiamo eclissare il nostro egoismo per far emergere il bene comune;
il vivere insieme è edificante nel momento in cui sappiamo fare della nostra scelta una testimonianza di come vivevano le prime comunità cristiane:
"Erano assidui nell'ascoltare I'insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. (…) Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane con letizia e semplicità di cuore, Iodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo" (At 2,42.46-47).

3. Sperare ... per vivere
Dalla Sacra Scrittura apprendiamo che la nostra unica Speranza è Cristo Signore. Sappiamo anche che la nostra vita è costellata di tante piccole speranze che ogni giorno ci aiutano ad elevare una preghiera di ringraziamento al Signore, e al contempo ad alzare il nostro volto dalle piccole delusioni per guardare alla bellezza della vita dei nostri fratelli e del servizio che essi svolgono.
Per questo motivo non possiamo dimenticare i diversi fratelli che in questi dieci anni sono entrati a far parte dell'Ordine nella nostra Provincia, e che come rugiada hanno terso il nostro sguardo dandoci una nuova forza interiore.
Ancora oggi siamo benedetti da Dio attraverso quei giovani e meno giovani che hanno abbracciato o sono per via nello scegliere il Signore fra i Servi di Maria perché hanno incontrato le nostre comunità, i nostri fratelli ... perché hanno sentito il nostro stile di vita come esperienza vera di famiglia in cui ci si accoglie nel rispetto e nella delicatezza d'animo; dove insieme si cerca di costruire la casa di Maria. Non deludiamo questi nostri fratelli, ma offriamo sempre quell'amicizia in Cristo che può solo edificare.
In questi dieci anni molti fratelli ci hanno lasciati per il Regno di Dio. Il distacco fisico è sempre - umanamente parlando - un momento di sofferenza, ma nella fede gioiamo per il loro incontro definitivo con il Signore.
Ricordiamoli per i tanti beni che hanno saputo lasciare a livello di vita vissuta, di fraternità cercata, di amore condiviso. Ognuno di loro ha segnato la nostra Provincia attraverso una impronta che ha indicato il passo di Dio nella storia umana, nella nostra storia di Servi di Maria, affinché divenisse Storia di Salvezza.
Ma non possiamo dimenticare noi tutti, dai più anziani ai più giovani. Tutti siamo chiamati ad essere Servi della Vergine Annunziata; tutti stiamo lavorando per il Regno di Dio, ognuno con le proprie fatiche dell'età, della salute, del saper attendere i tempi della maturazione; tutti senza distinzione viviamo auspicandoci di veder realizzato il desiderio profondo del vivere "unanimi nella casa e in unità di mente e di cuore protesi verso Dio" (Regola di S. Agostino, 3).
È lo sforzo di ogni giorno che ci viene chiesto dal Signore e dalla nostra consacrazione, al fine di far risuonare nella Chiesa il senso profondo dell'unità e dell'amicizia; della misericordia e del perdono; dell'ascolto e della comunione; dell'umiltà e del servizio, lo sguardo rivolto alla Vergine Annunziata.
Sono certo che possiamo ancora dire qualcosa al mondo e alla Chiesa se sapremo vivere nel segno dell'Amore fraterno, dell'Amicizia in Cristo, come ci hanno indicato i nostri Sette Primi Padri.
Loro ci hanno lasciato gli alimenti necessari affinché nella storia potessimo essere strumenti di vera adesione al Signore; ora spetta a noi costruire spazi di comunione in cui si possa cogliere quello stile, tutto particolare, di noi uomini che guardiamo a Maria come Madre e Signora.

4. Quale cammino?
Cari fratelli, a conclusione di questa breve lettera, nel ricordo di dieci anni della nostra Provincia, vi invito a volgere sempre lo sguardo all'orizzonte per cogliervi il bene che possiamo ancora realizzare insieme. Talvolta si percepisce "lo spirito del ritorno" quasi in un pensiero secessionista o di divisione, ma noi sappiamo che tutto ciò che divide non cerca il bene.
Il nostro cammino, nell'oggi e proteso verso il futuro, sarà tanto più significativo se sapremo accoglierci sempre più in un abbraccio fraterno vero e misericordioso, "lento all'ira e pieno di amore" (Sal 86,15).
La nostra comunione si gioca nel vivere appieno la nostra consacrazione "per Cristo, con Cristo ed in Cristo". Spesso affermiamo di operare per Cristo ogni scelta e ogni servizio, ma dimentichiamo che tutto si deve operare in una conformazione piena e totale a Cristo.
Per, con, in Cristo saranno il metro di misura della nostra conversione a Lui nella via dell'edificazione piena della nostra vita comune come singole realtà locali e come Provincia religiosa.
Tutti - in buona fede - operiamo per il Signore! Ora dobbiamo fare quel salto di qualità che ci permetta non di affermare, ma di testimoniare che con il Signore e nel Signore viviamo pienamente la nostra vita fraterna.
Non sogniamo, ma lavoriamo nell'oggi affinché con concretezza possiamo porre le basi per un futuro che si rinnova necessariamente con la storia, con la Chiesa, con le nostre singole persone. Il futuro è nelle mani di Dio, ma sappiamo bene che l'uomo da sempre è stato chiamato in causa per essere stretto collaboratore di Dio.
Impegniamoci - con semplicità - ad essere collaboratori di un progetto che ci appartiene in quanto parte dell'unica Chiesa, Corpo mistico di Cristo.
La Vergine Annunziata ci sostenga e ci aiuti a dire sempre quel "Sì" che in ogni circostanza della vita può cambiare - nell'obbedienza totale - il male in bene; il disordine in ordine; la morte in vita; la disperazione in speranza; affinché tutto volga a Salvezza.
L'augurio che rivolgo a ciascuno di voi, per questo decennale della nostra Provincia, è che possiate gioire per il bene fatto, nella certezza che saprete ogni giorno, ad imitazione di Santa Maria, cantare il Magnificat per le meraviglie che Dio ha operato e per quelle che ancora opererà in voi.
Che Santa Maria, Vergine Annunziata ci protegga e il Signore Gesù ci benedica tutti.

In Domina Nostra

 

Fr. Sergio M. Ziliani, osm
Priore provinciale

 

Fr. Pier Michele M. Sau, osm
Segretario provinciale


Firenze, 13 novembre 2010

 

 

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