Lettera alla Provincia SS. Annunziata per il
Natale 2010
Prot. 507/2010
A tutti i
fratelli della Provincia
Loro sede
Ave † Maria!
Cari fratelli,
“rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La
vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini.” (Fil 4,4).
Celebrare la venuta del Signore è momento di gioia, ed è proprio per questo
che desidero far mie le parole dell’Apostolo Paolo che ci invita, da un lato a
rallegrarci nel Signore, e dall’altro a vivere una affabilità che divenga
segno che contraddistingue il nostro vivere di ogni giorno.
La gioia che nasce dal nostro stare con il Signore, il nostro rallegrarci in
Lui, sarà dimostrato non solo dalle belle celebrazioni natalizie, forse
impeccabili a livello liturgico, ma soprattutto se fra noi esisterà la vera
fraternità, la vera comunione che supera malesseri e divisioni, attriti e
opposizioni, perché ciò che ci contraddistingue di fronte agli uomini, e ci fa
essere credibili, come singoli religiosi e come comunità, è quella gioia che
scaturisce dall’incontro con Cristo – nelle sembianze del Bambino di Betlemme
– che ci permette di essere tutti fratelli, capaci di amore costruttivo.
A tal riguardo non voglio che si perda, in questo Santo Natale, ciò che la
riunione provinciale dello scorso giugno ci ha ricordato, ossia le relazioni
fraterne come impegno del quotidiano, in quanto, solo chi fa spazio alla
nascita di Cristo dentro la propria vita, è capace di relazioni nuove. Sia la
nostra preghiera nella Notte Santa, una richiesta al Signore affinché porti,
con la Sua nascita, ancora la pace nella nostra umanità, in modo particolare
per noi che abbiamo scelto di vivere in comunità la nostra consacrazione. I
nostri Sette Primi Padri ci hanno insegnato l’amore fraterno, costruendo
quella “casupola”, sull’esempio della Grotta di Betlemme, e che per noi oggi
diviene immagine delle nostre comunità, in cui “siamo consapevoli che il
nostro andare incontro all’altro nella verità e nella carità, scaturisce dal
nostro rapporto personale con il Signore, che ci sprona a vivere un perenne
cammino di conversione per superare i nostri egoismi e le nostre chiusure, e
imparare a coltivare i valori del rispetto, del perdono, della comprensione
reciproca.” (Riunione provinciale,
Nepi – giugno 2010).
Seguiamo la stessa Stella Cometa che illuminò il cammino dei Magi, dei pastori
e che oggi, dopo duemila anni, illumina il nostro cammino, affinché possiamo
incontrare la “luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9) e
divenire riflesso di questa Luce che è Amore e Vita autentica. Permettiamo
alla Luce di Cristo che nasce, di illuminare gli angoli oscuri della nostra
vita personale e comunitaria. Facilitiamo alla Luce che è Vita (cfr. Gv 1,4),
di rendere visibile il nostro amore, il nostro desiderio di ricostruire quella
fiducia fraterna, talvolta frantumata sulle spigolature della nostra
testardaggine umana e spirituale.
Accostiamoci ancora alla grotta di Betlemme, inginocchiamoci come i Re Magi,
non per far sfoggio delle nostre capacità o delle nostre ricchezze di ogni
tipo, ma per imparare dall’umiltà di quel luogo, dall’umiltà della Famiglia di
Nazareth, dall’umiltà di Dio che si fa uomo in un bambino bisognoso di tutto e
di tutti, a ricominciare relazioni vere, smascherate dalla patina di un
immagine che copre solo fragilità e insicurezza, per aprirci al Mistero che in
noi chiede di trovare dimora: il Dio-bambino.
In questo Natale, il mio desiderio e il mio augurio, la mia preghiera e il mio
impegno vuole essere ancora nel segno della comunione autentica, dell’unità
che non nasce dalla complicità delle amicizie, bensì dal comune desiderio di
servire il Signore come Servi di Maria, e questo ci ricorda “secondo
l’insegnamento della Legenda (cfr. LO 46-49), che le qualità delle
nostre relazioni fraterne determina anche la fecondità della nostra
testimonianza vocazionale” (Riunione
provinciale, Nepi – 2010).
Cari fratelli, al termine di questa lettera, voglio ancora ricordare con voi
la gioia a cui ci invita San Paolo: “Rallegratevi nel Signore, ve lo
ripeto, rallegratevi”. Rallegriamoci, dunque perché Dio desidera
ancora abitare fra noi, nella nostra storia, nella nostra vita, nelle nostre
comunità.
Che la Nascita di Cristo sia realmente gioia e amore fraterno.
Buon Natale 2010.
In Domina Nostra,
Fr. Sergio M.
Ziliani, osm
Priore provinciale
Fr. Pier Michele
M. Sau, osm
Segretario provinciale
Todi, 10 dicembre 2010
Memoria del Beato Girolamo da S. Angelo in Vado